Brother Gio (Andermatt, Ch)

 camera Tutto ok? Giovanni Acerboni si appresta a lasciare le piste (Andermatt, Svizzera).

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Stagione '06

Poncione di Valpiana [1 maggio '06]

Giunti alla sbarra che chiude la strada, i due vedono che sul versante destro della val Bedretto non c'è neve fino ai 2000 metri. Non serve discutere molto: l'itinerario prescelto deve essere abbandonato. Che senso ha camminare su e giù per le alpi con gli sci in spalla? Si gira dunque a sinistra, per un itinerario più breve ma interamente sciabile. La salita è sempre sostenuta, soprattutto nel bosco iniziale, ma mai dura. Dura è la neve, servono le lame. I due ne raggiungono quattro, attardati da gambe molli, ma vengono surclassati da altri due che procedono in canottiera e sembrano beneficiare di gambe molto ma molto reattive. Brother Lo è più veloce. Giunge al colle sotto la cima con qualche minuto di vantaggio su Brother Joe. Nell'attesa si addormenta. Brother Joe non lo vede e punta diretto alla cima, che raggiunge con gli sci ai piedi, sprezzante del pericolo di una cresta stretta. Quando è in cima scopre di essere solo. Si volta, vede il fratello lontano, in basso: carne debole e spirito non fortissimo. Il pendio dalla cima al colle è ripidissimo. Tecnica da sci estremo. Salti, rocce, vuoti d'aria. Dal colle, dopo pausa pranzo, la discesa è da urlo: neve trasformata, dura, con una patina di polvere fresca. Stupenda variante per ripidi gobbi e canalino già svalangato. Il bosco è uno slalom tra alberi e tronchi. Un trionfo. Completato al solito posto, con la solita pinta di birra e un'ottima insalata con tomme alla griglia.

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Piz Lagrev [25 aprile 2006]

Si parte esattamente dallo Julier Pass. Subito in salita. Molto ripida sotto il fronte del ghiacciaio, che precipita. Si passa a sinistra, passaggio obbligato. Da qui inizia un pianoro molto lungo, ottimo per soste. Lo strappo finale è lungo, sostenuto. Si arriva in cima con gli sci. Neve dura in salita, servono le lame nei passaggi più ripidi. In discesa, è a volte un po' cedevole, soprattutto in basso dove si affonda nel marcio. Gita sublime, itinerario di grande impatto, sembra alta montagna, e non lo è. Tempo grigio, vista limitata, ma con tempo bello, panorama a 360°. Si vede la parte finale della Nord del Badile.

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Poncione di Valpiana [1 aprile '06]

La val Cavagnolo è veramente particolare: la parte in alto è fredda e riparata dal vento. La neve farinosa si mantiene a lungo. Poi si tratta di godersela: quando ci metti tre ore per salire e 20/25 minuti per scendere, qualche domanda te la fai. Se le gambe reggono, diciamo che torni a casa presto ... Giornata indecisa, grande sciata, un Sabato guadagnato. Le discussioni in famiglia a dopo. Prima sciare, poi discutere.

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Pizzo Centrale [26 marzo '06]

I 30 cm di fresca previsti, c'erano. Gli amici, no. Inizia così un fine settimana all'insegna del dovevo andare da solo, e se poi mi ammazzavo? o peggio, mi rompevo una gamba e mi venivano a prendere con l'elicottero e poi dovevo pagare la Rega? vabbè che ho il bollino CAI, ma vuoi vedere che gli sfizzeri non lo tengono valido perchè non è attaccato alla tessera. Alla fine, vai alla settimana successiva. Si va, non si va, si va, non si va: tensione, sgomento, previsioni che cambiano completamente, alla fine (ore 20,00) si rinuncia per pioggia data per sicura. Ovviamente, il giorno dopo c'è il sole e le webcam sembrano sorridere al mostrarlo a te, povero pirlone. E vai con l balletto: si va domani che è Domenica, io non posso, a che ora partiamo, c'è l'ora legale, in Svizzera che ora è, chi c'è, i figli sono tristi, tu sei triste, il mondo è triste. Alla fine i figli se ne vogliono stare a casa, le previsioni non sono un granchè, il giorno dopo c'è il massacro dell'ora legale, scambio di chat con Parma mentre con i piatti passi davanti al portatile, alla fine la moglie - sempre bellissima - ti vede roso dall'angoscia e ti dice: e vai a farti un giro anche da solo! Parma tace. Tardi: come organizzare? Miracolo: chi non c'era, c'è. Il socio di Milano dice: presente! Ok, non mostrarsi troppo soddisfatti, livello di angoscia per giornata sottratta ai figli (se è bello: idem se è brutto che potevi startene a giocare ai Power Rangers con tuo figlio), tensione per ora legale, alzataccia? Non mi fregate: vai a letto con il telefono e un orologio di Topolino al polso: a mezzanotte ti svegli e controlli se il cellulare ultima generazione si è aggiornato da solo. Due palle: ti svegli non solo a mezzanotte, ma almeno altre sei volte, per controllare. Controlli così bene che alle sette e dodici pensi: ma che luce che c'è ... realizzi che non ti sei svegliato, balzo dal letto, pressione fuori controllo, timeout! timeout! bagno, denti, esci in mutande sul pianerottolo per non far rumore, in diciotto minuti sei al bar dove trovi il socio. Pacifico, tranquillo: caffè? Si vede che è uno che ha fatto la Brenva. O forse è abituato a avere a che fare con i pazzi. L'altro socio mi avrebbe tempestato di sms dove sei? cosa stai facendo? arrivi? quando arrivi? allora? Si va, ritardone, dobbiamo prendere la prima funivia se no è un pienone. Metti il turbo. Quante multe prenderai? Parli, parli, sempre delle stesse cose: i soldi. Che non ci sono o non sono abbastanza. Arrivo, parcheggio, pioviggina: non c'è nessuno. Ma siamo sicuri che non è Lunedì? avevo lezione, dice il socio ... Dubbio. No, è Domenica. Piove, ma è Domenica. Duro, sei un duro: hai fatto cascate con Grassi. Sei sui libri di cascate (speriamo che li pubblichino ancora). E chi ti ferma? Dos problemas: primiero, non hai i 5 franchi per parcheggiare, segundo, come farai a spiegare alla sfizzera che non vuoi il giornaliero ma solo la salita? Ti guarderà e dirà (con gli occhi, ma è lo stesso): pikkolo pagliaccio italiano. Tu e tuo socio crosso pagliaccio italiano cosa fenire a fare qui senza soldi? Ma la sorte arride: nell'ordine trovi il parcheggio libero e la signorina parla italiano. Ok, e vai. Si sale. Visione. Tempo così così. Non importa: noi andare. Ah, è bello ripido! Qui mi ammazzo sulla scale maledette. Ma cosa **** mettono le fisse a fare che uno si attacca e parte coi piedi? Metti gli sci. Chi mi ha toccato gli attacchi? Ah no, ho preso gli scarponi da scialpinismo ... Vai. Sciata su neve dura fino primo pit stop, metti pelli, sali. Urlo del so(r)cio: ho perso gli occhialiiii ... Niente, mai fermarsi. Ma chi lo conosce? Avanti Savoia (mica sono tuoi gli occhiali, e tu ce li hai, ah se ce li hai! li ho? meglio controllare). Occhiali trovati, colletto: spettacolo ... Immensità gioiosa, visioni stellari, ha appena nevicato, ripido, fondo duro duro su cui giace intonsa neve fresca freddissima. Impossibile descrivere sensazioni. Dove sono i miei amici? perchè non sono qui? torni bambino quando vedevi una bella cosa un tv e chiamavi per far partecipe: non veniva nessuno e se venivano i genitori non esprimevano sensazioni positive di fronte alla meraviglia catodica. Godi, godi, fin che puoi! Vai con le curve larghe, sempre più larghe e veloci! Velocità, ebbrezza, potenza. Secondo pit stop: all'incrocio con le tracce che salgono al pizzo Centrale il socio dice sgambiamo un po'. Ok, sgambiamo, siamo qui per questo, saliamo fino all'attacco del pizzo e poi vediamo. Salita.  Neve fantastica, pregusti la discesa. Fermata, sosta, conversazione amena, silenzio, pace. Pazzi che tentano di salire al pizzo per un canalino fetente: pazzi, per l'appunto. Non noi, pensatori, fini umanisti, esseri cogitanti, frutto dell'evoluzione della specie (la nostra). Discesa: 1200 m. Felice. Neve varia (powder, fresca normal, firn, molle, nell'ordine) sempre bellissima che si trasforma dopo circa 1000 m. Neve acquosa: fantastico. Niente schifezze che fanno tanto scialpinista (croste e neve dura). Sole. Arrivo alla strada del passo. Discesa: socio felice. Così felice che cade in una slavina vecchia di almeno due giorni: chissà a cosa pensava. Arrivo a Hospental. Vai a piedi verso la macchina. Odore di muschio, gran caldo, resina: la primavera è arrivata. Chissà se ci hanno dato la multa? Gran camminata. No multa. Felice. Si riparte, zingari della neve, della strada, della vita. Obiettivo: Caseificio del Gottardo. Distanza temporale: 20 minuti. Ma questa è un'altra storia.

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Andermatt [13 marzo '06]

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 Andermatt [1 marzo '06]

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