Brother Lo, pizzo Centrale (Ch)

 camera Lorenzo Spallino lascia la firma scendendo dal pizzo Centrale (Svizzera).

Ancora, ancora!

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Stagione '07

Giglistock [11 giugno '07]

Bro LO e Bro JOE sono, come tutti sanno, teorici e pratici dello scialpinismo capriccioso, cioè subordinato a ogni genere di soddisfazione che sia possibile rastrellare prima durante e dopo il gesto atletico. Talebani del capriccio, i due partono domenica sera, con previsioni tetre. Ma fa lo stesso. Piove? Bene! Si dorme di più. Infatti, domenica sera piove in autostrada. Escono dall’autostrada e si appropriano della prima soddisfazione: cena in un ristorantino svizzero. Poi, via verso il Susten Pass, sotto una pioggia battente e in una nebbia fittissima. Giunti al rifugio [Steingletscher] si appropriano della seconda soddisfazione: optano subito per la camera invece del dormitorio. E poi, la terza soddisfazione: si riscaldano l’anima con un punch alle mele. A letto. Sveglia alle 5, colazione e via in macchina verso il Susten Horn [3503 m], meta ambita. Ma non c’è traccia di neve sul ghiacciaio verde. Tristezza? Frustrazione? Abbattimento? No, semplice gioia: molta fatica evitata. Però qualche cosa bisogna pur farla. Dunque avanti, verso la neve. Si vede una lingua di ghiaccio bianco: bene, si va lì. Si tratta del Giglistock [2900 m], che i due conquistano in tre ore, senza affanno, sotto un cielo grigio, nuvole alte, spruzzi di pioggia mista neve. Bella salita, con lunghi tratti ripidi. Dalla cima la vista è spettacolare, e lo sarebbe ancor di più con tempo bello. Ma per la chiusa della stagione, basta e avanza. Poi giù, in neve trasformata ma ottima, soprattutto sul ripido. Gran sciata, gran soddisfazione. Alla macchina, Bro Lo recupera due birre lasciate in fresco nel torrente. Aperte, scolate. Ma non è che l’aperitivo. Ci aspetta il nostro posticino, il ristorante latteria di Airolo, dove i due scolano gazzose e birre e si rifocillano con Tom Tom [insalata con doppio tomme alla griglia] e croute [tortino di formaggio fuso e prosciutto]. La morale è che i due hanno ancora messo gli sci l’11 giugno di un anno non adattassimo allo scialpinismo: caparbietà, senso di adattamento, rinuncia ai miti della lotta con l’alpe [e connesse scempiaggini], sete di neve, voglia di andar via e di concedersi tutto quello che è compatibile. Ed ora, sotto con i Summer Thoughts!

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Piz Cambrena [12 maggio '07]

Partirono per il Lagrev, ma una volta in loco scoprirono che non c'era più neve, nemmeno nel primo ghiacciaietto. Inversione a U, in cerca di neve. Morterasch: nix. Muottas Muragl: nix. Passo Bernina, poca neve. Già stavano pensando di recuperare la giornata con una salita in scarpe da ginnastica sui prati in fiore, quando brother Joe vide due scialpinisti salire su un ghiacciaio. E allora, andiamo [come diceva Jannacci]. Si trattava del ghiacciaio del Camprena. Ripido ma non troppo, ancora sufficientemente innevato, soprattutto dopo il primo tratto, che presentava affioramenti di ghiaccio verde, peraltro superabili senza problemi. Tra seraccate enormi, i due eroi privi di corda, picozza e ramponi [al Lagrev non servono] avanzavano consapevoli che al primo sospetto di buco sarebbero dovuti tornare indietro. Invece, la neve copriva abbondantemente i crepacci e la salita era sicura. Fino alla crepaccia terminale sotto il colle: troppo aperta per passare senza sicurezza. Dunque, marcia indietro, ma grande soddisfazione: giornata solare, ambiente alpinistico, rari nantes in gurgite vasto, il lago del passo in verticale, discesa in neve ottima [dura in alto, spruzzata in centro, molle in basso]. Poi, pranzo e fiumi di birra all'Ospizio del Bernina. Poi, sonnellino accanto al torrente. Consolazione. Orgoglio. Gesta. Promesse. Futuro. Vita vissuta, tempo per respirare.

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Rifugio Cristallina [4 marzo '07]

Tre brothers: LO, JOE, FAB. Val Bedretto, una sicurezza. Si decide per il rifugio Cristallina, 1300 di dislivello. Dopo l'influenza, è una sfida per JOE. Per gli altri, una sciocchezza. Salita in ambiente sereno, giornata di sole, freddo e vento. Il rifugio è uno spettacolo di efficienza e pulizia. E' aperta solo la parte invernale, ma c'è di tutto, compresi i vini d'annata, a prezzi non proprio popolari [ma va bene così, tanto non beviamo quando siamo in servizio]. Neo grosso: la discesa. E' una vallata, si scia dritto, poche curve. E poi, neve crostosa. Alla fine, soddisfazione media. Gita da non rifare.

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Pizzo Centrale [16 febbraio 2007]

In solitaria (si fa per dire ...).

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Val Cavagnolo [4 febbraio '07]

Assente il grande fratello Gio, gita classica con il fratello giunto da Parma [problemi alla schiena connessi], oltre all'ingegnere di Milano e a quello di Lugano. Dopo la colazione al Movenpick, ci si butta, vista anche l'ora e la neve fresca, nella sempre valida val Cavagnolo. Buona neve, scarsa solidarietà tra i membri: in vista della cima i tre lasciano il povero fratello Lo a vedersela da solo con le pelli staccate, grazie ad una accelerazione verticale fuori traccia del parmense. Ma in discesa il fratello di Como si rifà, grazie anche ai mitici Legend 8800 e al casco che infonde sicurezza. Sono dettagli di una certa importanza, come dicono gli inglesi.

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Luogo imprecisato del Lucomagno [7 gennaio '07]

Prima uscita della stagione il 7 gennaio, formazione al completo: LO, U, JOE, FAB. Salita dolce al colle sulla sinistra del passo. Due ore e mezzo, in tutto relax. Sole, temperatura primaveribile, poca neve, crostosa, discesa dritta senza curve e scarsa soddisfazione, soprattutto per LO, nato per la discesa e condannato a salire per farsela. In salita, prevalgono le opinioni [largamente errate] dei due ingegneri [U e FAB], che rifiutano di affrontare un picco a sinistra decisamente ripido, che promette discesa da urlo, quasi estrema. Ragioni di prudenza prevalgono sull'aggressività degli umanisti [LO, JOE]. Ma va bene così. La stagione è lunga, e ci sarà tempo per la vendetta, da servire fredda [se le temperature lo consentiranno].

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