Bro Bonva, Andermatt (Ch)

 camera Marco Bonvini si allena fuori pista ad Andermatt, Svizzera.

Ancora, ancora!

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Stagione '08

Sustenhorn [22 giugno '08]

Eroi: Joe + Fab
Impresa: Sustenhorn (3.503 slm)
Colonna sonora: Dirty Children

Per l'ultima uscita della stagione, B Joe e B Fab ci provano con il Sustenhorn (3503). Partenza alle 5,20, in cima alle 9,50. Bellissimo tracciato, tra seracchi enormi, ghiacciai stupendi, cime straordinarie. Giornata fantastica: neve, vista, condizioni psico-fisiche. Grandissima soddisfazione. Il dramma in discesa: B-Joe incoccia in un sasso e precipita da una stupidissima mezzacosta fin sul ghiacciaio, scivolando su un masso e finendo in fondo alla terminale del masso. Rompe solo un bastoncino: poteva andar peggio, molto peggio.

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Gran Sassiere [14 giugno '08]

Eroi: Joe + Fab
Impresa (fallita): Gran Sassiere (3.747 slm)

Gli irriducibili b-joe e b-fab puntano alla Gran Sassiere. Giungono in val d'Isere, dove non erano mai stati (brutto posto, con costruzioni grottesche, ma splendide montagne), alle 10 di sera. Dormono in macchina e al mattino partono guidati da francesi sedicenti esperti del posto, che li conducono sul crestone invece che nel vallone. Pazienza. Si fa la cresta, che è facile, anche perché è senza neve. E così, sci in spalla per 1000 metri. Pazienza: quel che non ammazza dimagrisce. A quota 3100 la cresta si fa ripida e con gli sci in spalla non è da fare. Dunque i due eroi scendono di un centinaio di metri, godendosi una discesina fantastica. Bisogna risalire comunque a piedi, con i ramponi, per raggiungere il colle che dà sul ghiacciaio. Ma dopo dieci passi dieci il rampone destro di b joe si spezza. Fine. Discesa su ottima ma poca neve. Da rifare, dunque, ma in altra stagione, quando c'è più neve e soprattutto meno ghiacciata.

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Vedretta del piz Cambrena [8 giugno '08]

Eroi: Joe + Lo
Impresa: Vedretta del Piz Cambrena
Colonna sonora 1: Beethoven, Sonata piano 4
Colonna sonora 2: Texas

Bro Lo e Bro Joe tornano alla Vedretta del Cambrena, scoperta miracolosamente lo scorso anno. E ci tornano per arrivare in cima, o almeno provarci. Per questa ragione, dormono all'Ospizio del Bernina, fiduciosi nelle previsioni che danno bel tempo. Invece, il tempo è brutto: alla sera piove e alla mattina è grigio come il pelo del lupo grigio. Tuttavia partono. Sci ai piedi fin da subito. Neve molle, caldo umido. Si sale e ci si lega nella parte iniziale del ghiacciaio. Quando giungono invista del colle, Bor Lo dà i primi segni di spossamento, e si ferma a dieci minuti dalla crepaccia terminale, che Joe raggiunge e supera. Si toglie gli sci e inizia a salire verso il colle, ma si ferma dopo una cinquantina di metri, perché il percorso è molto ripido e non si fida a farlo in solitaria. Inoltre, vede dall'alto Lo sdraiato in modo preoccupante. Quando lo raggiunge, Lo dorme. Il suo fisico, provato dal lavoro, è fatto per la discesa. La salita è, per lui, un male necessario, e a volte è un male insopportabile. Dunque, si scende nella neve molle, ormai estiva. Per la seconda volta con Lo, più una terza volta con Fab, Joe non riesce a salire in cima al Cambrena. Riuscirà in futuro?

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Lagrev [2 giugno '08]

Eroi: Fab + Joe
Impresa: Piz Lagrev (3.164 slm)
Colonna sonora: Sarah Vonderhaar

Non bisogna perdere il vizio, nemmeno quando un tempo terribile ha impedito per un mese le attività eroiche dei bros. Ma solo Fab e Joe riescono a liberarsi e sfruttano l'unica finestra di bel tempo dell'ultimo mese. E colpiscono con decisione e precisione: Piz Lagrev, una vecchia conoscenza, una cima fatta e rifatta, perfetta per il relax. Si parte con gli sci ai piedi. In salita, niente da dire. In discesa, neve pesante, ma sciata soddisfacente. Nessuno in giro: siamo gli ultimi a deporre gli sci, come sempre.

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Poncione di Val Piana [2 maggio '08]

Impresa: Poncione di val Piana (2.660 slm)
Eroi: Lo + Bonva
Colonna sonora: Texas

Mentre il fratello di Milano frequentava i suoi amichetti in quel della val d'Aosta, i soci di barca si fiondavano in val Bedretto, dove, manco a dirlo, trovavano più neve che a febbraio. I soliti 1.000 metri di dislivello, il solito ripido bosco all'inizio dopo il ponte a All'Acqua, il solito spettacolo della val Cavagnolo, la solita bella discesa, questa volta con neve dura ma mai crostosa, la solita insalatina all'albergo Stella Alpina. Insomma: la solita bella, bella, giornata.

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Gran Serz [2 maggio '08]

Impresa: Gran Serz (3.552 slm)
Eroi: Joe e amici
Colonna sonora: Vertigo

Grandissimo ambiente, neve strepitosa, la migliore della stagione: venti centimetri di neve fresca farinosa su fondo trasformato perfettamente.

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Palla Bianca [26 aprile '08]

Impresa: Palla Bianca (3.738 slm)
Eroi: Fab + U

Dopo una comoda dormita all’Almhotel Glieshof a 1807m. in fondo alla Valle Mazia in Val Venosta, partiamo alle 7,00 circa. Si comincia a salire a piedi sci in spalla lungo una strada forestale sino ad incontrare le prime chiazze di neve e dopo circa 30 minuti si calzano gli sci. La giornata è splendida, procediamo spediti lungo la forestale innevata che lungo il lato sinistro conduce alla Malga di Mazia e appena sotto questa ad un bivio si prosegue abbassandosi verso il torrente e passando il ponte sul lato destro fino alla stazione a valle della teleferica del rifugio Oberettes. In questo punto fa molto freddo e siamo sempre in ombra sono le 9,00 circa. Il rifugio Oberettes si staglia 300 m più in alto alla nostra destra impervio ed all’apparenza inaccessibile per la grande quantità di neve. Procediamo attraverso una gola (Klamm) oltre la quale il terreno diventa ampio e soleggiato. Da qui si passa in un vallone che diventa sempre più ripido e stretto obbligandoci per evitare pericoli di valanghe a tenere una traccia sul filo di una cresta di neve. A circa 2.800 metri ci si schiude finalmente la vista alla Vedretta di Mazia e verso sudest riconosciamo la logica prosecuzione dell'itinerario per un bel pendio invitante tracciato da un gruppo di sci alpinisti davanti a noi che scorgiamo a circa 1Km. di distanza. Dobbiamo scendere per ca. 50 m in una larga conca per poi salire lungo una bella lingua di ghiacciaio di media ripidità: proseguiamo adesso per un lunghissimo tratto in moderata pendenza. Fa molto caldo, siamo rimasti in due, bro Ugo e bro Fab, la fatica e la quota si fanno sentire e forse anche qualcos’altro tanto che entrambi non stiamo bene di stomaco, ma si va avanti con un grande sforzo del cervello e poi tutto passa o quasi. Superate due lunghe balze giungiamo all’ Hintereisjoch 3469m, la forcella di congiungimento alla Val Senales, che si presenta solcata da una immane crepaccia terminale alla nostra destra. Non ci sono problemi, la rampa di accesso all’ultimo ripido pendio è ampia e ben innevata. Con quattro lunghi traversi e molta fatica saliamo la rampa terminale: adesso siamo in cresta o meglio una comoda dorsale che culmina con la vetta sciistica da cui si domina l’ampio panorama sui ghiacciai e le vette del Tirolo austriaco e della Val Senales. Sono le 15:00. Non abbiamo motivazione di andare oltre sia per stanchezza (abbiamo fatto quasi 2000 m di dislivello) sia perché per salire in vetta occorre superare un gendarme di roccia esposto e poi una delicata crestina di neve. La discesa è fortunatamente interminabile con neve leggermente umida in alto sino a 3.000 m poi via via più pesante ma sempre portante ed alternata a firn. Rientriamo infine verso le 18,00 al Glieshof accompagnati dalle splendide luci della sera nel bosco.

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Upiakopf [25 aprile '08]

Impresa: Upiakopf (3.175 slm)
Eroi: Lo, Bonva, U, Fab, Joe

Una cima dal nome vagamente dostojevkiano nel Tirolo bellissimo. Tempo brutto, vento e nebbie varie. Neve crostosa che il saggio Lo giudica inadatta alla discesa, interrompendo la salita a circa metà. Verso la cima cede anche Bro Bonva, vittima di un ginocchio dolorante. U, Fab e Joe conquistano i 3175 metri e discendono poi nel nulla bianco, godendosi per la verità qualche tratto di neve ben trasformata.

Pizzo Scalino [5 marzo '08]

Impresa: Pizzo Scalino (3.323 slm)
Eroi: Joe + Fab
Colonna sonora: Fake

Problemi di cui il tacere è bello bloccano anzi continuano a bloccare molti bros. I più regolari in questa stagione sono Bro Joe e Bro Fab, che non perdono un colpo. Questa volta si lanciano sul Pizzo Scalino (3.323 m), in giornata. Nevica, ma poco. Buona visibilità, molta neve. Partenza da Campo Moro (1.800 ca), e via veloci ma non velocissimi all'inizio. Prima sosta sotto il Cornetto (ca. 2.700). Dopo quattro ore esatte, i due eroi raggiungono la Spalla (3.228) senza fatica e con grande soddisfazione. Per salire in cima, serve mettere i ramponi e maneggiare la picozza. I due eroi ne sono ovviamente dotati, ma il tempo è brutto, la vista nulla, la cima già conquistata (Bro Joe nel 1983, Bro Fab nel 1990) e prendono la più saggia e capricciosa delle decisioni: girare gli sci e godersi subito la discesa. Neve abbondante, spesso molto buona, mai cattiva. Gran godimento e birra a fondo valle.

 

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Marmagna [5 aprile '08]

Impresa: Marmagna (1.830 slm)
Eroi: Bonva

Annoiato dalle polemiche dei brothers sulle nevi dell'Engadina, bro Bonva decideva di cercare soddisfazioni in solitaria. Spinto alla fuga dall'incubo della casa da pagare, caricava le armi in macchina e volgeva deciso verso il monte Marmagna, cima madre dell'appennino parmense. La gita iniziava con disappunto: un local appena sceso al parcheggio alle 8.30 dichiarava di averne già fatte due. "Ho usato i rampanti" dice. "Io non li ho, e allora?". "Ma almeno i ramponi li hai?" "Ramponi...? pensi di essere sulla brenva ...?" e l'altro, ignorante delle capacità del bro, squadrandolo - lui e l'attrezzatura -, osa "No sai, non per offenderti ma forse....". "A me...? A un alpino ... vile prosciuttaro di pianura!" Ma il bro invece di vendicare l'offesa scaricava i nervi sulle rampe del Marmagna. 700 mt di salita e poi la vetta, vista sul Mar Tirreno e poi giù, tra boschi di betulle e cinguettii di passeri. Ma il firn era quello giusto. Birrino al rifugio, pisolo sul prato e all'una a casa a mangiare prosciutto.

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Piz Grevasalvas  [15 marzo '08]

Impresa: Piz Grevasalvas (2932 m)
Eroi: Joe, Fab, Lo
Colonna sonora: Curtis Mayfield

[b.Lo] Narra la tradizione che sulla consistenza e bontà delle nevi del Piz Grevasalvas, 2.932 slm in quel del Passo del Maloja, vi fossero due, ben distinte, correnti di pensiero. Quella del professor Bigunripes, esimio docente di teoria e pratica dello scialpinismo, e quel del professor Littleshoulder, libero docente di discesistica applicata. Dopo anni di  dibattiti a distanza, venne l'occasione per i due massimi esponenti di ritrovarsi congiunti ai piedi del pizzo e ivi di risalirlo in compagnia di un comune amico, l'esimio ingegner Thealds. Magnificando Bigunripes l'amenità del luogo, la maestosità dei paesaggi e, soprattutto, la straordinaria bellezza della discesa, Littleshoulder si lasciò convincere a dare un'occhiata all'ottava meraviglia, confidando, più che nell'eloquio del collega, nel fatto che essa era stata percorsa dai compagni appena una settimana prima. Con, si diceva, straordinari risultati. Intrapresa la salita, Littleshoulder ebbe chiaro che esposizione, quota e stagione non potevano far meraviglie. Ma tenne per sé queste cose, serbandole in cuor suo (Luca 2,54). Nonostante il progredire disvelasse sempre più la vera natura dei luoghi, cui solo fortunatissime e del tutto causali combinazioni metereologiche potevano assegnare una parvenza sciistica di ordinaria decenza, Bigunripes fu prodigo per i luoghi, con molte parole ed espressioni. Thealds non si accompagnò a loro , corse più veloce e giunse per primo (Giovanni 20,4). Raggiunta la ventosissima cima, nemmeno una discesa su neve indurita e smollata più e più volte nel corso del giorno, indusse Bigunripes a interrompere l'ininterrotto peana. Giunti all'auto, dei provvidenziali crampi agli adduttori della coscia destra, epigoni degli anni passati sui campi di pallone, impedirono a Littlelshoulder di esprimere compiutamente il suo pensiero, mentre la successiva, spensierata, discesa per i tornanti del passo del Maloja precipitò lui e l'ingegnere negli abissi della cinetosi. Soltanto al Crotto Quartino, in quel  di Piuro, Littleshoulder riuscì, tra  una cipolla sott'aceto e un fungo sott'olio, a domare il crampo alla mano indotto dalla cinetosi e  a dire, finalmente, quello che pensava.

Esimi colleghi, siete delle care e brave persone. Anche simpatiche. Ma sulle discese fuori pista siamo alle medie, ma che dico, all'asilo d'infanzia! Se non mi aveste intortato, oggi saremmo al Lagrev. Più ripido, più in ombra, più alto. Non c'è niente da fare: siete nati per la salita e condannati a scendere per farla.

Espunse quindi la voce ^Grevasalvas^ dalle celle della sua memoria. Segno inequivocabile di una frattura che via via si andava sempre più delineando tra amanti della salita e appassionati della discesa, anticipatrice di nuovi, se pur ancor sconosciuti, epigoni.

[b. Joe] Quando si tratta di ripetere una gita, si deve andare a colpo sicuro. Ci vuole un grande itinerario, con grande vista. Il Grevasalvas ha queste caratteristiche, che il Creatore le diede, e le avrà per sempre. Se in quindici giorni, tanta è la differenza di tempo tra la prima salita dei Brothers e la ripetizioni, le condizioni delle neve cambiano, nessuno lo può sapere, forse intuire. Non c’è dubbio che la neve era peggiorata, nonostante fosse nevicato nel frattempo. In ogni modo, la salita fu superba anche nella ripetizione, mentre la discesa meno goduriosa. Lo scialpinismo, a un certo punto della vita, richiede la libertà interiore, e forse può darla in dono a chi non ce l’ha. La libertà interiore consiste nell’accettare positivamente quel che la montagna decide di dare. Non domandatevi cosa la montagna deve darvi, amati brother. Domandatevi cosa la montagna può darvi. Prendete e ringraziate. Non è così ovvio, a un certo punto della vita.

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Pizzo Centrale [15 marzo '08]

Impresa: Pizzo Centrale (2999 m)
Eroi: Lo + Bonva
Colonna sonora: M. Knopfler & E. Harris

Nello stesse ore in cui i fratelli milanesi puntavano verso la soleggiata Engadina, bro Lo e bro Bonva si arrangiavano alla meno peggio scegliendo Andermatt, dovendo assolvere - il primo - gli obblighi scolastici (dei figli). Riversavano quindi le loro energie sul Pizzo Centrale, ovviamente utilizzando i locali impianti a fune. Ma la giornata, iniziata alla faccia della spensieratezza e del sole, volgeva subitaneamente verso altri lidi. Sulla rampa finale che portava al colletto prima della cima, bro Bonva ansimava e imprecava per gli sci da freeride ma guadagnava l'uscita, mentre bro Lo, ancor più dotato quanto a lunghezza delle aste ma soprattutto conscio dei rischi che (la famiglia) correva, optava per un decoroso arresto organizzandosi un giaciglio di fortuna da dove fotografare l'eroe della giornata. La discesa, nel grigio della velatura del cielo, aveva un non so che di epico. Bella neve in alto, trasformata in basso. A Hospental il parmense, più dotato sotto il piano fisico, optava per altre due discese sugli impianti, mentre il comasco si rifugiava nei rassicuranti ambienti del bar dell'Hotel Central, dove rifletteva sui casi della vita con l'aiuto di un birra da mezzo litro e di una gazzosa.

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Piz Grevasalvas [15 marzo '08]

Impresa: Piz Grevasalvas (2932 m)
Eroi: Joe + Fab
Colonna sonora: Martha Berner

Giornata spettacolare, neve perfetta, terreno splendido per una salita in tutta sicurezza e una discesa da urlo. Inoltre, gli sci nuovi di Brother Joe gli hanno aperto gli orizzonti su tutto quello che avrebbe voluto sapere e saper fare e non aveva mai osato chiedere (a tutti gli sci che ha avuto). Dunque: diffidate degli sci da scialpinismo troppo corti e troppo leggeri. Data la situazione folle dei produttori e degli scialpinisti, è meglio prendere sci da free ride, un po' sciancrati e con raggio di curvatura non troppo largo (ca. 17 metri è perfetto, anche se il corto raggio è faticoso). Salendo, riflessione importante: a pensiero positivo corrisponde energia; a pensiero negativo, corrisponde fatica. Da approfondire.

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Piani di Bobbio [6 marzo '08]

Impresa: Piani di Bobbio (1350 m)
Eroi: Joe + Child IRI
Colonna sonora: Incendio

In un periodo di cattivo tempo, indisponibilità dei brothers e altre questioni, Brother Joe imposta il futuro e porta Irene per la prima volta a sciare. Ottime sensazioni, grande divertimento. Alla terza uscita, finale a sorpresa. A causa del vento troppo forte, l'ovovia viene fermata. Tutti giù a piedi. Scene drammatiche. Qualche migliaio di sciatori, con moltissimi bambini, devono farsi almeno 800 metri di dislivello in discesa. Sembrano profughi, una fiumana di profughi verso l'ignoto. Ma Bro Joe, che anche in pista ha l'attrezzatura da scialpinismo e porta sempre lo zaino, sfidando incurante i risolini degli sciatori, non ha problemi: fissa gli sci allo zaino, si mette Irene in spalla e giù di corsa: gambe allenate e scarponi da scialpinismo. In questo assetto, i due superano la fiumana allibita, saltano dove la neve tiene di più, corrono sui prati interrogandosi in quale parte del bosco stia in questo momento Bambi. Orgoglio di scialpinista esagerato dall'orgoglio di padre. Indimenticabile.

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Poncione di Val Piana [10 febbraio '08]

Impresa: Poncione di Val Piana (2.660 m)
Eroi: Lo, Joe, Fab, U
Colonna sonora: Gioacchino Rossini

[b.lo] Il ^catena day^. Il giorno dei ^no^. La Domenica dei tempi morti. Come vogliamo chiamare questa giornata? Di fronte a ingegneri ritardatari e linguisti depressi, a metà discesa l'avvocato molla tutto e tutti e si gode in santa pace una neve da urlo. Da urlo. Ritrovo alle 07:00 al Movenpick a Bellinzona, rientro a casa alle 17:30. Non è possibile. Non è professionale. Non è cosa. Tra sci rifiutati, forme fisiche non esattamente all'altezza della fama, catene messe in salita e, per non sbagliare, anche in discesa,  si consuma una giornata che avrebbe dovuto essere memorabile ma che si è risolta nella sofferenza dell'attesa. Attesa all'arrivo, attesa in cima, attesa ai piedi della cima, attesa in discesa, attesa al parcheggio, attesa al ristorante. Prego comprarsi un treno di gomme da neve o iscriversi a un corso di guida su ghiaccio. Anche se, lo sappiamo bene, a prevalere è poi il moto d'affetto, la prossimità ideale, la brotherhood. Sopra tutto. Sopra tutti (come nel Fernet Branca ...)

[b.joe] Sulla gita, contrariamente a quel che scrive Brother Lo, io ho il parere che sia stata bellissima. è vero che abbiamo avuto qualche ritardo, soprattutto per mettere, togliere, rimettere e ritogliere le catene, ma a me non importa nulla delle prestazioni. Tornare tardi non è il massimo, ma il tempo non è denaro, quando si fa sci-alpinismo capriccioso. Io e Brother Fab ci siamo persi il ristorante, a causa del ritardo (e non a causa dell'orario di rientro di Fab: mi scuso). Dunque: tempo bellissimo, neve bellissima, almeno nella parte centrale che è la migliore in discesa. Avevo le gambe un po' molli, il che mi ha sorpreso perché era la seconda gita. Ma questo mi ha suggerito di fermarmi al colle, evitando l'inutile fatica degli ultimi 50 metri a piedi per arrivare su una vetta che avevo già raggiunto. Mi sono goduto il panorama sdraiato al sole, chiudendo l'occhiolino, mentre i fratelli, veri eroi della giornata, scattavano le foto di vetta che consegnano all'eternità un'impresa che dovrebbe insegnare qualcosa agli italiani, popolo pigro e rassegnato. In discesa, purtroppo, io e Brother U abbiamo dovuto fare i conti con degli sci non adatti. I miei, dei quali lamentavo l'inefficienza già nella gita precedente alla Punta de la Pierre, sono troppo corti e troppo leggeri. Non sono uno stilista della discesa, però sono sempre riuscito a convincere i miei sci a fare quel che volevo io. Con questi sci mi pare di essere in balia di ogni disuguaglianza della neve. Dunque, il verdetto è quasi emesso: sostituzione. Brother U, con il quale ho condiviso la discesa da buoni ultimi, ci siamo confidati a lungo e con le lacrime agli occhi. Ma lui è intenzionato a tener duro con i suoi sci. Ma vedremo: la stagione è appena cominciata. Una cosa è certa: non saranno sci sbagliati a rovinarmela.

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Point de la Pierre [27 gennaio '08]

Impresa:  Point de la Pierre (2653 m)
Eroi: Joe + Fab
Colonna sonora: Eddie Tadross

Inizio di stagione, gita tranquilla, impossibile il rischio valanghe: Punta de la Pierre, inizio val di Cogne, 2635 metri, dislivello circa 1300. Mica male, per una prima uscita. Brother Fab e Brother Joe, dopo l’anteprima ad Andermatt di Brother Lo, inaugurano la stagione scialpinistica dei Brothers. Fab e Joe festeggiano quest’anno quaranta anni quaranta di amicizia e trenta anni trenta di scialpinismo. Due record commoventi: affetto e beluinità. Giornata bigia, vento non freddo, neve crostosa in alto, trasformata in basso. Cima conquistata, senza sforzo. Discesa non esaltante, data la neve, ma ottimo terreno per sciate meravigliose con altre condizioni. Vista spettacolare, dalla Grivola, appesa lì sopra, al Bianco, al Grand Combin al Cervino. Nessun posto migliore sulla terra. Rammarico per gli sci nuovi di entrambi: troppo leggeri. Pensati per la neve farinosa in un’epoca in cui non c’è più, sono la dimostrazione che le mode sono idiote e che passano presto. Però gli sci durano più delle mode idiote che li hanno prodotti. E questa non è una consolazione. Sentenza di appello prevista per il 10 febbraio, seconda gita in programma. Ma, al di là di tutto, la stagione è cominciata, il fisico risponde, la mente no (ma non serve a molto, quando si tira su il sacco).

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Andermatt [19 gennaio '08]

Eroi: Lo + Bonva
Colonna sonora: Renato Zero
Track: I migliori anni della nostra vita

Un allenamento, come non se ne facevano da anni. I due soci, professionisti come pochi, passano dalla barca alla neve con la stessa espressione: è qui la festa? Beh, dalla barca ci sono scesi da tempo, ma non è questo il punto. A spanne i due si macinano in una giornata un 5.000 m di dislivello (meno, per bro Lo, quelli passati a farsi una dormitina mentre il socio andava su e giù). In discesa, ovviamente ... Non è poco. Al mattino dopo le gambe di bro Lo sono quelle di Robocop, ma non importa. Hard times, high hopes. Per niente freddo, gran bella neve. Finale al formaggio, gazzosa e birra, come da tradizione.

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