Bro Bonva, val Cavagnolo (Ch)

 camera Marco Bonvini apre le danze in val Cavagnolo, Svizzera.

Ancora, ancora!

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Stagione '09

Strahlhorn [5 luglio '09]

Impresa: Stralhorn (4.190 slm)
Eroi: Joe + Ant
Colonna sonora: Eddie Spaghetti, I don’t wanna know

Report: La data è già un record per gli snow brothers: scialpinismo il 5 luglio. Il risultato è una delle migliori dimostrazioni della validità dell’alpinismo capriccioso: cima mancata. Cronaca: sveglia alle 3 alla Britannia Hutte (3000 e rotti metri). H. 3,30: sci ai piedi per scendere dal rifugio fino al ghiacciao. B Joe è senza pila frontale, dilettantisticamente dimenticata in macchina. B Ant va avanti e retroillumina la strada al fratello scemo, che peraltro salta come un grillo tra i massi e la neve nel buio completo: tecnica, audacia, esperienza. Un capolavoro. Al momento di mettere le pelli, b Joe ha un altro problema (non c’è dubbio che è stato lui la palla al piede della spedizione): le pelli non attaccano, o si staccano, come preferite. Sale comunque, con le pelli in pericolosa e precaria aderenza contro la neve (bisogna pur riconoscere che l’esperienza è molta: mica facile far aderire le pelli bagnate). All’alba, b Joe incontra dei francesi che gli danno del nastro adesivo, con il quale assicura meglio le pelli, e riparte. Ripartirebbe di slancio, se non fosse che la quota ormai elevata (circa 3400) lo costringe a trovare un ritmo lento. Intanto, b Ant prosegue con passo veloce. Ma, mentre b Joe trova il suo passo e lo tiene regolarmente, b Ant rallenta un po’. Di fatto, giungono a distanza di pochi minuti al colle (3790 m). Sono le 8, la giornata è splendida e non fa freddo. B Ant propone di scendere: è tardi, con il ritmo tenuto ci vorranno altre due ore per la vetta, il caldo nel frattempo smollerà la neve rendendo pericoloso il ghiacciaio. B Joe cerca di opporsi, puntando su un argomento in se stesso piuttosto debole: chi se ne frega del ritardo e del caldo. Ma b Ant ha argomenti migliori, irrobustiti dall’idea di godersi con calma un panorama mozzafiato dal colle: il Cervino e tutta la cresta del Rosa sono lì, si possono toccare. Una meraviglia. La discesa è in neve ricotta, al limite della sciabilità, tranne in qualche punto. Poi ci sono circa 200 metri di risalita al rifugio e la discesa lungo il secondo tratto della funivia, lungo le piste abbandonate ma ancora ben sciabili.

Considerazioni di b Joe: b Joe ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a un giornalista franco-svizzero, che si trovava al parcheggio di Saas Fee per un servizio sulle tragedie in montagna. Ha detto b Joe: noi snowbrothers siamo i fondatori dell’alpinismo capriccioso. Evitiamo qualsiasi pericolo e qualsiasi difficoltà, anzi non ce ne importa nulla nemmeno della conquista delle vette. Noi andiamo in montagna per essere felici e se non sei felice adesso non sarai felice mai. Dunque, qualsiasi desiderio va realizzato immediatamente, compreso il desiderio tornare indietro. Però – ha proseguito b Joe – oggi ho sofferto un po’ a scendere senza essere stato in cima. Il fatto è – ha ammesso b Joe vergognandosi – che sono venticinque anni che non faccio un quattromila, e da tre anni provo a convincere i bros ad affrontarne uno, ma senza successo. Questa dello Stralhorn è stata la prima occasione da venticinque anni e volevo sfruttarla. Mi è spiaciuto non arrivare in cima, ma non per la mancata conquista, bensì per il mancato ritorno a quella quota. Il giornalista gli ha fatto coraggio, dicendogli: sarà per il prossimo anno. B Joe lo ha ringraziato e ha pensato tra sé e sé: è la prima cosa sensata che sento da un giornalista negli ultimi diciotto anni. Poi è entrato con b Ant in un bar e hanno prosciugato la collezione di birre.

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Breithorn [2 giugno '09]

Impresa: Breithorn (3.438), dal passo del Sempione
Eroi: Joe + Fab

B Joe adora rifare le gite belle. Torna dunque sul Breithorn a pochi giorni di distanza, con un compagno diverso, assetato anche lui di bellezza. Rispetto alla gita precedente, un po’ meno neve (ma si parte sempre dal passo con gli sci ai piedi) ma in compenso migliore: dura lungo tutta la discesa, splendida, mozzafiato.

Breithorn [10 maggio '09]

Impresa: Breithorn (3.438), dal passo del Sempione
Eroi: Joe + Ant

Ovviamente, una grandissima gita. Grande itinerario, in cima con gli sci, ghiacciaio completamente coperto, neve completamente trasformata, sciabilissima fino a due terzi di discesa, poi pappa molle inaffidabile. Soddisfazione massima. Unica nota tecnica: al passo del Sempione, tre metri abbondanti di neve. Partenza dal Passo: h. 7,20. In cima: h. 11,35. Ritorno al Passo: h. 12,30.

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Mont Gelé [3 maggio '09]

Impresa: Mont Gelé (3.519)
Eroi: Joe + Lo + Fab + Sister K

Per la prima volta i Brothers si ingentiliscono, per la presenza di Sister K (Chiara), moglie di B Fab. Sister K, alla prima uscita dopo un'operazione al ginocchio, sale fino a 3.100, poi si arrende alla quota e alla mancanza di allenamento. Avesse seguito il consiglio di B Joe, la sera prima, di bere almeno mezzo litro di vino, le cose sarebbero andate meglio. Questa è la convinzione di B Joe, che ne ha bevuto uno ed è arrivato in cima, insieme solo a B Fab, perché B Lo si è arreso al mal di montagna a quota 3.100 - curiosamente simile alla quota 131, teatro delle straordinarie imprese belliche narrate da Gadda nella Cognizione del dolore -, in tempo però per godersi la discesa nel momento più favorevole della giornata. Per i pochissimi che siano interessati agli aspetti tecnici della gita, val solo la pena di dire che la neve era ottima e abbondante.

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Pizzo Scalino [25 aprile '09]

Impresa: Pizzo Scalino (3.323 slm)
Eroi: Joe + Fab

Indovinata una finestra di tempo perfetto in un periodo prolungato di cattivo tempo, i due eroi si elevano nella farina con passo sicuro. La salita è nota, ma talmente bella che non sazia mai. La discesa è perfetta: trenta centimetri di farina su un fondo perfettamente assestato. La migliore sciata della stagione, forse della vita.

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Poncione di Val Piana [22 marzo '09]

Impresa: Poncione di val Piana (2.660 slm)
Eroi: Joe + Ant

Un vecchio amico ritrovato e subito affratellato: Brother Ant. Come non fossero passati dieci porci anni, come si fossero salutati il giorno prima, Bro Ant e Bro Joe. Per il grande ritorno, c'era bisogno di una soddisfazione garantita e, diciamolo pure, facile: niente di meglio che il posto più bello del mondo, il posto perfetto: la val Cavagnolo. Della salita, non val la pena dire niente, anche perché la settimana precedente Bro Lo e Bro Bonva vi avevano lasciato tracce di discesa ancora visibili, perfettamente documentate dal report fotografico. Bro Ant ha apprezzato la procedura consueta ai brothers con maggiore anzianità di brotherhood: al ritorno dalla vittoria alpinistica, una sosta rifocillatrice al Caseificio del Gottardo, per una succulenta croute, con birre.

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Poncione di Val Piana [14 marzo '09]

Impresa: Poncione di val Piana (2.660 slm)
Eroi: Lo + Bonva
Colonna sonora: Rolling Stones

Si narra che "You Can't Always Get What You Want" (Non sempre puoi avere quello che vuoi) sia stata scritta da Mick Jagger dopo che nel 1968 uno studente impiegato al bancone del bar del "Ball State University" dell'indiana gli rifiutò un "Cherry Soda", perché il banco era sprovvisto di ciliege. Mick non poteva crederci e allora il ragazzo rispose: "You can't always get what you want", fornendo l'ispirazione per la canzone. Le cose, però, non stanno sempre così. Se l'avvocato e l'ingegnere, diretti a Disentis per conquistare l'Oberalpstock con l'ausilio degli impianti, trovano il Lucomagno chiuso per possibili valanghe, pensate che gettino alle ortiche una giornata così faticosamente conquistata? No. Ed eccoli che, assunte le opportune informazioni, girano la macchina e puntano verso la val Bedretto, dove si fiondano in val Cavagnolo. Inutile dilungarsi su cosa hanno trovato. Le immagini parlano da sole, soprattutto i ripidi canali che, lontano dalle consuete tracce di discesa, i due si macinano senza problemi. Well done, chiosa l'ingegnere al parcheggio. Ovvero, gli assenti hanno sempre torto.

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Pizzo Cancan [1 marzo '09]

Impresa: Pizzo Cancan (2.435 slm)
Eroi: Joe + Lo + Fab

Più ripida è la strada per arrivare all'attacco che la strada per arrivare in cima. Del resto, chi l'ha vista la cima, in mezzo a quella nebbia? Una gita da conversazione, come certi vini e certe birre. Si può infatti chiacchierare lungo la lunga strada che sale lentamente nel bosco, fino al rifugio Anzana (2050). Poi si sale per gobboni e traversi. Salita famigliare, discesa ben poco soddisfacente, ma ambiente molto bello e rilassante. Quel che ci voleva. Nessun rimpianto, mai, in nessun luogo, per nessuna ragione. Nessuna foto: basta fissare attentamente un foglio bianco per avere un'idea delle condizioni meteo.

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Foisch [15 febbraio '09]

Impresa: Foisch (2.209 slm)
Eroi: Joe + Lo
Colonna sonora: Bobby McFerrin

Dopo qualche anno, i brothers sono tornati al Foisch. Prima bro Fab con un amico, poi bro Lo e bro Joe. Mentre il popolo degli scialpinisti ha avviato la stagione già da qualche mese, i bros, come i ghiri, hanno lasciato scorrere il tempo, assestare la neve. Forse memori di Paolo Conte ("Chi vuole andare in gita non sa non sa non sa", La donna d'inverno) hanno trascorso la prima parte dell'inverno in tutt'altre faccende affaccendati. Molto affaccendati: figli malati, clienti in crisi, capi isterici e così via. Il Foisch è dunque - e i bros lo sanno, eccome se lo sanno - la gita ideale per cominciare la stagione, ideale quando il pericolo valanghe è alto, ideale quando non si vuole fare troppa fatica, ideale quando ci si vuole ristorare bene e a cifre più che ragionevoli, ideale quando ci si vuole alzare tardi. Bro Lo e bro Joe hanno colto tutte queste occasioni, nessuna esclusa, a partire dalla... partenza. Molto tarda: appuntamento alle 8 a Como, colazione, macchina pigra, in loco alle 9,30, partenza con gli sci alle 9,50, in vetta alle 13. Discesa sublime, neve ottima e abbondante. Un dettaglio tecnico. Bro Joe combatte da un anno con gli sci e i bastoncini Ski Trab. Stufo di riparazioni, rassicurazioni, vibrazioni, malformazioni, delusioni e altre rotture, ha cambiato marca. Sci Volkl, bastoncini Leki. Si dice 'comprare italiano'. Vabbè, è una debolezza che ogni tanto ci possiamo concedere. Ogni tanto.

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Disentis [11 gennaio '09]

Impresa: Freeride a Disentis
Eroi: Lo + Bonva
Colonna sonora: Blade Runner

All'approssimarsi dei cinquanta, quando il tempo scarseggia, il fatturato avanza, le spese corrono e i figli, almeno per qualcuno, aumentano, una ricerca su internet può in qualche modo assicurare una certa tranquillità nel portare a casa il risultato. Così fanno i due soci, i quali, preso atto tramite Google che la famosa guida Cesa Bianchi è a Disentis con clienti da introdurre alla nobile arte del fuoripista, si buttano sulle sue tracce. Arpionato il gruppo al termine degli impianti, i due rimediano però una ben magra figura quando il parmense scopre che le sue pelli sono del tutto prive di colla. Dopo un dialogo surreale con uno dei clienti del suddetto Cesa Bianchi ("Colla? No, ma ho della sciolina"), i due decidono di tornare alla macchina scegliendo la strada più corta, ossia i valloni fuori pista che scendono dal piz Ault, sciroppandosi - con grande impegno di adduttori - in meno di un'ora i 1.600 metri su cui il gruppo pagante si era pazientemente applicato il Sabato precedente. Armatisi delle pelli di riserva di bro Lo, il quale argutamente perde però i guanti per strada, i due risalgono fino ai 2.800 metri dell'ultimo impianto e da qui si instradano sulle tracce del Cesa. Tracce che terminano bruscamente su due canalini, lungo i quali è necessario calarsi per raggiungere i dolci pendii della val di Strem, una cinquantina di metri più in basso. Optato per quello con l'ingresso in migliori condizioni (migliori, oddio ...), i due scalettano alla meno peggio in discesa e finalmente danno sfogo alla tensione accumulata. Nessuna traccia del gruppo, ma grande discesa su neve poco tracciata e farinosa, dura e assestatissima solo nei pianori finali con ulteriore e completa rovina degli adduttori del comasco. Grande soddisfazione nell'utilizzare le puntualissime ferrovie elvetiche per tornare da Sedrun a Disentis. Alle ore 14,40 i due risalgono al ristorante della funivia, dove addentano un Bratwurstel con patatine e salsa di cipolle. Il parmense, come da consuetudine, si ributta sulle piste invitando il socio a seguirlo. Questi, con gli arti inferiori ormai definitivamente paralizzati, declina abilmente, esortando piuttosto l'amico a sfruttare fino in fondo il giornaliero. Lo attenderà in serena compagnia di una Eichhof, nella speranza di intraprendere la strada del ritorno prima che chiuda il passo del Lucomagno. Così va la vita e così finisce una giornata ben spesa.

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40° di Joe + Fab [11 ottobre '08]

Eroi: Joe + Fab
Colonna sonora:  Sweet Home Alabama

Suggerimenti stradali di cui è bello tacere ci portano, in un caldo pomeriggio di ottobre, in quel di San Martino di Trecate (Novara), dove, in una trattoria immersa in improbabili meandri delle rive del Ticino, Joe e Fab ci attendono, famiglie loro, nostre e altrui al seguito. L'ottimo menu, unito al piacere della compagnia, ci fanno dimenticare gli stormi di zanzare, incredule dell'insperato banchetto di fine stagione. E bello è ricordare, anticipare, discutere delle cose della vita, montagne incluse, in un afflato di infanzia e senescenza che tutti ci unisce fraternamente. Ci si lascia tra promesse di novelli ardimenti, ma sopra tutto alte ancor oggi risuonano le parole di Giovanni (il Maestro, non il Profeta), che al termine della giornata così ci indica la via, non solo fisica, del ritorno:  "Mosè dunque li mandò a esplorare il paese di Canaan, e disse loro: «Andate su di qua per il mezzogiorno; poi salirete sui monti»" (Numeri 13:17)

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