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 camera Tutto é pronto per la discesa. Vediamo di non farci del male.

Ancora, ancora!

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Stagione '11

Considerazioni su una mezza stagione [27 giugno '11]

Autore: Joe
Colonna sonora: Amazing grace, Chris Tomlin

Da qualche anno, studio da mago. Per prudenza (conosco il mio potere potenziale), faccio esperimenti solo su me stesso. Da qualche anno, dunque, indovino a Natale come sarà la stagione. Dunque, a Natale, già lo sapevo che sarebbe stata una stagione difficile. Non avevo voglia, e sapevo che non mi sarebbe venuta. Prevedevo un periodo tosto di lavoro, e così è stato. Positivo, ma tosto. Prevedevo molti viaggi di lavoro. E così è stato. Prevedevo ritorni a casa al venerdì sera tardi. E così è stato. Prevedevo di non avere nemmeno il tempo, durante la settimana, di pensare alla montagna, e di programmare le uscite. E nemmeno di sentire i brothers. E così è stato. Mi sono però tolto una soddisfazione: ho trovato finalmente il punto esatto della morte di Ettore Castiglioni. Alla prossima stagione, dunque. Previsioni sull’andamento: a novembre-dicembre. Ah! Dimenticavo: mi sono consolato con grandi bevute di birra. Alla faccia …

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Clip antologico del 2011

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Clip arrivederci al 2012

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La zona della morte di Ettore Castiglioni [28 maggio '11]

Autori: Giovanni Acerboni e Antonio Prestini
Eroi: Joe, Pre, Tu
Spot: Passo del Forno (2755)
Colonna sonora: All the way my savior leads me, Chris Tomlin

Avevamo un'ipotesi e una fotografia. L'ipotesi (1) era che Ettore Castiglioni, scendendo dal Passo del Forno (2775 m), si fosse fermato tra le ore 12 e le 14 del 12 marzo 1944 a una quota tra i 2600 e i 2350 metri. Non era una cattiva teoria. La fotografia (2), in bianco e nero, mostra uno spuntone di roccia con una croce di legno appoggiata. Quello era il punto dove, come dice la didascalia, era stato ritrovato il corpo di Ettore Castiglioni, il 5 giugno 1944. Ettore Castiglioni venne arrestato a Maloja l'11 marzo 1944, perché aveva un passaporto falso. Era appena arrivato in paese dal Passo del Forno, da solo, con gli sci. In missione per il Comitato di Liberazione Nazionale? È un'ipotesi molto verosimile, ma non documentabile, per il momento. Fu rinchiuso in una stanza dell'albergo Longhin. Per impedirgli di fuggire, le guardie gli sequestrarono gli abiti. Ma Castiglioni fuggì ugualmente, poco dopo le 4,30 del 12 marzo. Indossava biancheria di lana, una coperta, delle pantofole. Da qualche parte rubò bastoncini e ramponi, e risalì verso il Passo del Forno. Il tempo era brutto e la temperatura bassissima. Alle 5 del mattino c'erano 8-10 gradi sotto zero. Quando giunse al Passo, verso le 11, ce n'erano 18. Il vento soffiava a 25 nodi con raffiche di 55. A causa dell'effetto wind chill, Castiglioni percepiva meno 32 gradi con il vento a 25 nodi e meno 37 gradi con il vento a 55. Ma non fu il freddo a uccidere Castiglioni. Fu il male ai piedi, che in discesa aumentò, costringendolo a rallentare e a sostare, e dunque a disperdere calore, a perdere lucidità. Dove esattamente si fermò per l'ultima volta, dove scivolò nell'obnubilamento che precede la morte bianca? Avevamo, appunto, una teoria e una fotografia. Il 28 maggio 2011 siamo saliti con gli sci (in spalla fino a 2250 m) da Chiareggio al Passo del Forno, in compagnia di Tullio Zanmarchi,e abbiamo identificato il punto esatto dove Ettore Castiglioni si fermò e morì. Dal Passo, scende verticalmente un canalone che, a seconda dei punti, è più o meno ripido. A 2665 metri, in mezzo al canalone si trova un affioramento roccioso di notevoli dimensioni (un paio di metri di altezza dal manto nevoso, una ventina di metri di diametro). Questa specie di isolotto è il posto ideale per una sosta, perché è all'asciutto, vi si trovano massi che possono riparare almeno parzialmente dal vento e sui quali è più comodo sedersi appoggiando la schiena. Ma la sosta si prolungò troppo e Castiglioni, perso il controllo di se stesso, non si mosse più. L'ultima cosa che vide fu il Pizzo Scalino, che è proprio di fronte al canalone.

Note

1) Le ultime ore di Ettore Castiglioni, Giovanni Acerboni e Antonio Prestini, in "ALP. La Rivista della montagna", n. 262, mag. 2010, pp. 52-57 (Un viaggio misterioso, un arresto inatteso) e n. 264, lug. 2010, pp. 46-51 (Un ritorno impossibile). Rimandiamo a questi articoli per tutta la bibliografia e per la ricostruzione dettagliata dell'ultimo giorno di vita di Ettore Castiglioni. Il report del nostro primo sopralluogo sul versante svizzero del Passo del Forno si trova qui: Sulle tracce di Ettore Castiglioni [18 ottobre '09]

2) Ettore e Bruno Castiglioni. Due fratelli e la montagna, Fondazione Giovanni Angelini, Centro Studi sulla Montagna, a c. di Anna Angelini e Luca Celi, Trento, 2010, p. 89
 

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L'intuizione

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La convinzione

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Il sopralluogo

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La prova

 

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Slideshow

Lo slideshow delle ultime otto ore

Val Cavagnolo [7 maggio '11]

Impresa: Poncione di Val Piana
Eroi: Lo + Bonva
Colonna sonora: Be Bop a Lula, Elvis Presley

Troppo stanchi per lottare per un parcheggio al passo del Gottardo, troppo in ritardo per puntare al Lagrev, l'avvocato e l'ingegnere parmense prendono la A2 Chiasso-Basilea e atterrano al parcheggio alla sbarra del passo della Novena, in val Bedretto, nella tacita speranza di passare il resto della giornata al caseificio a rimpinzarsi di birra e raclette. Sci in spalla, tra uccellini cinguettanti e marmotte uscite dal letargo, i due guadagnano invece quota 1850 m, teatro di estivi e felici Book and Camp. Superati i resti un valanga rompiballe, i due scollinano a quota 2100 dove la valle mantiene le sue promesse di felicità. C'é neve, é dura, non é segnata e tra poco si trasformerà in firn. Umani assenti. Al terzo strappo il parmense trova occasione di meditazione sul fatto che se si vendono pelli sagomate per sci larghi una ragione ci sarà. La ragione, infatti, c'é. Neve dura e pendii ripidi la rappresentano efficacemente. L'attesa del 6° figlio fa certo la sua non piccola parte. Ignorata la cima, i due si godono la discesa. Come il protagonista di La Machina del ziu Toni di Davide Van de Sfroos, il comasco percepisce di non aver bisogno d'altro. È felice di sciare veloce lasciando tracce dove non ce ne sono, consapevole che tra poco spariranno anche loro.

Varda cume bali bee
Cunti i anfibi e la cresta
La barbeta de rasta
E i topp soel giubètt
Sunt el re della Zoca de l’oli
E che mezz alla pista me par che me basta
Tutt quell che g’ho

La neve trasformata giustifica giornata e finale di stagione. Riattraversati valanga e bosco, giungono esausti al parcheggio, vittima del caldo, della assenza di liquidi e dei crampi. Nella discesa il comasco confessa di pensare a come utilizzare il prodotto della escrezione del rene per soddisfare la sete. Il Caseificio li accoglie a braccia aperte, padre sempre generoso verso i propri figli ovunque dispersi.

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scheda

Breithorn [1 maggio '11]

Impresa: Breithorn
Eroi: Joe + Fab
Report e immagini: Considerazioni su una mezza stagione, di Bro Joe [27 giugno '11]

Val Cavagnolo [20 marzo '11]

Impresa: Poncione di Val Piana
Eroi: Lo + Fab

L'avvocato e l'ingegnere milanese formano un'inedita alleanza e, con il figlio minore di questi [13 anni] conquistano il Poncione di Val Piana in una splendida giornata di sole. Non c'é altro da dire. Gli assenti non hanno scuse.

video ^Marco, guarda e muori!^

Disentis [5 marzo '11]

Impresa: Val di Strem
Eroi: Lo + Bonva
Colonna sonora: O'Shea, Everyday Is A Good Day

I vecchi compagni di barca si incrociano nel solito parcheggio di Mendrisio, probabilmente l'ultimo non a pagamento di tutta la Svizzera. Uno sguardo, e via, destinazione Disentis. Le politiche del governo italiana in materia di energia rinnovabili rendono pesante la giornata. Si impone una sosta al Movenpick di Bellinzona, dove si magnifica la bellezza e l'organizzazione del reparto ristorazione in confronto a quelli italiani. Sole e freddo a Disentis. Si punta all'Oberalpstock. Impossibile raggiungerlo se si sbaglia strada. Si concorda che la prossima volta si dormirà a Disentis, data anche l'età dei partecipanti. Appurato che i dislivelli si fanno con fratello di Milano, si opta per una canalino appena un po' più ampio di quello del 2009. Il parmense salta che é piacere. L'avvocato derapa timoroso del ginocchio. Ambedue godono dei piaceri della vita nella vallata sottostante, con neve non battuta dal sole. Impossibile descrivere l'indescrivibile. Ritornati a Disentis con la ferrovia svizzera (ampiamente magnificata) e fatta la conoscenza con un gruppetto di svedesi tosti, l'avvocato, causa costola un po' dolorante e la soddisfazione di essere ancora vivo, lascia il socio agli svedesi, raccomandandogli di fare attenzione alle malattie. Il socio si butterà ancora in val di Strem da una vetta a sinistra dell’ultimo impianto, ripida, ripida, ripida. L'avvocato opterà per la terrazza del ristorante. Si ritroveranno al parcheggio un paio di ore dopo. Una birra al bar della stazione chiuderà degnamente la giornata. Un cartello pubblicitario sui binari, rappresentante un unguento miracoloso per i dolori muscolari, tenterà di ricordare loro i rispettivi anni di nascita. Non ci riuscirà.

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Mont Flassin [19 febbraio '11]

Impresa: Mont Flassin
Eroi: Joe, Fab, Andy
Report e immagini: Considerazioni su una mezza stagione, di Bro Joe [27 giugno '11]

Val Cavagnolo [19 febbraio '11]

Impresa: Poncione di Val Piana
Eroi: Lo + U
Colonna sonora: Queen, We will rock you

Alla fine é tornato. Più cattivo di prima, l'Avvocato molla il socio milanese al suo destino e alle sue paure da bollettino valanghe e alle 9:00 di un sabato mattina di febbraio calca gli sci in compagnia del vecchio compagno di scuola, ormai svizzero di adozione, alla sbarra del passo della Novena. Segue i molti fedeli della val Cavagnolo fino ai ripiani prima della salita finale. Qui si ferma, ristorandosi al sole. Attende che passi qualcuno per aggregarsi e poi si fionda in basso. Molla tre tizi con le tavole e si scatena. Giornata perfetta. Sole, freddo, 40 cm di neve appena caduta. Nessun dolore. Nessun rimpianto per chi - come bro Joe - ha optato per la valle d'Aosta. Rilassato e felice, si insacca pochi metri prima dell'arrivo e si incrina una costola con la fibia delle bretelle. Nessun problema. Ningún problema.

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Punta Leissé [22 gennaio '11]

Impresa: Punta Leissé
Eroi: Joe, Bre, Sister K
Report e immagini: Considerazioni su una mezza stagione, di Bro Joe [27 giugno '11]

Val Bedretto vs. Monte Caio [4 dicembre '10]

Impresa: Val Bedretto + Monte Caio
Eroi: Lo + Bonva + Luca
Colonna sonora: Van Morrison, Brown-eyed girl

Report one. Lasciato il socio indeciso - sci, no solo ciaspole, no, va bene sci in pista, no ... forse - e dimentico della regola N. 1 (andare), Bro Bonva punta contro natura verso Sud. Meta il poderoso bastione della Val Parma: il Monte Caio, appellativo forzato dato che non si distingue dalle colline circostanti. La prima gita, si sa, è quella delle cazzate, tipo finire con la macchina nella neve e farti tirar fuori da un trattore provvidenziale - non si va in terza sui tornanti innevati, pirla - o dimenticare occhiali e guanti, non controllare le pelli che non attaccano. Alla fine la giornata è svangata, anche se, con un ora e mezza di salita e quattro minuti di discesa, il bilancio non è proprio da freeriding canadese. Alla prossima.

Report two. Dimenticato il socio che ha evidenti problemi nella comprensione dell'italiano scritto, Bro Lo  prende slitte e figlio e in una splendida giornata di sole punta a Nord, verso la val Bedretto, dove si presenta alle 10.45 di un freddo mattino a - 12°. Ma nel bosco la musica cambia. La pista é battuta e a parte qualche ciaspolatore, nessuna traccia umana. Al ritorno i due danno un passaggio a un tedesco che é andato alla Cristallina ed é sceso dalla Val Piana. Da solo. Come ha commentato Bro Joe, "Porca vacca!". Pranzo al Caseificio. Alla sera, ritrovo dal fratello milanese e i suoi spaghetti alla rana pescatrice. Grande giornata. E pensare che c'era la possibilità di andare a far visita alla madre in quel di Milano ...

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