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 camera Marco Bonvini tira dritto dalla vetta del Poncione di Val Piana (Ch)

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Stagione '12

Posa della targa in memoria di Ettore Castiglioni [1 ottobre '11]

Eroi: Joe + Lo + Bonva
Colonna sonora: Let's Get Away From It All, Frank Sinatra

Ottimi mirtilli a 2.200 metri l'1 ottobre: dà l'idea di un ottobre come, dicono, non se ne vedevano da 150 anni. Più o meno dall'Unità d'Italia. Sarà un caso, ma saliamo al Passo del Forno per onorare la memoria di uno che con la storia d'Italia ha a che fare, e che morì, molto probabilmente, operando per la Resistenza. Ettore Castiglioni morì al Passo del Forno il 12 marzo 1944. Da un paio di anni siamo a caccia di notizie sul perché della missione in Svizzera, sulle cause e sul luogo esatto della sua morte. Abbiamo già dimostrato che morì perché, camminando senza scarponi ma con delle pantofole, dovette per il male ai piedi prima rallentare e poi fermarsi. E, una volta fermo, con -18 e vento a 50 nodi, scivolò nella morte bianca. Abbiamo poi anche indicato dove riteniamo morì: a quota 2650, cioè centoventi metri sotto il passo, sul versante italiano (questo si sapeva). In quel punto, c'è un canalone, che inizia una sessantina di metri sopra. Nel centro del canalone c'è un ammasso di rocce in rilievo di cinque-sei metri rispetto al fondo del canalone. D'inverno, possono emergere dalla neve. Nel 1944 emergevano sicuramente dalla neve, perché aveva nevicato molto poco. Tanto poco che ai lati di questo ammasso potevano benissimo affiorare dei massi che, soprattutto nella parte alta del canalone, sono decisamente grossi. Qui, sui sassi, all'asciutto, Castiglioni si fermò e morì. Sulla sinistra (salendo) del canalone c'è un contrafforte roccioso, verticale. Su un terrazzino a un metro e mezzo da terra, all'epoca, fu posta una croce di legno, che non c'è più chissà da quanto. Però, qualcuno la fotografò. Sulla base di questa foto, nel punto dove riteniamo sia morto siamo andati a posare una targa. L'abbiamo collocata a circa quattro metri dalla base del contrafforte, per impedire che venga sommersa dalla neve e quindi che possa staccarsi. Abbiamo poi scelto un punto abbastanza facilmente riconoscibile: in corrispondenza di una M disegnata sulla roccia scura da alcune venature bianche, caratteristiche di quel contrafforte. Con la posa della targa, le nostre ricerche possono considerarsi concluse, per il momento. Ma il mistero della morte di Castiglioni resiste ancora in parte: che cosa stava facendo? Perché era andato al Maloja? Che cosa lo indusse a fuggire? Perché non rientrò dal Passo del Muretto, che è molto più basso e vicino?

Ai sopralluoghi hanno partecipato Lorenzo Spallino, Marco Bonvini, Antonio Prestini, Tullio Zanmarchi e Giovanni Acerboni.

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