Meditazione sul pizzo Centrale (Ch)

 camera Riflettendo sui casi della vita sotto il pizzo Centrale (Svizzera).


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MANIFESTO

La tragedia

Assassinati dalla vita, presi da mille impegni, mogli, figli, baby sitter, cani e collaboratori da mantenere, clienti serpenti, studenti deficienti, insegnanti pedanti, medici sadici, esercenti consulenti, consulenti esercenti, volontari militari, bollette sospette, cenette costosette. Non andare! Hai una famiglia! Pensa ai tuoi figli! Hai fatturato abbastanza questo mese? Non pensi a quella povera donna che hai sposato? L’hai sposata, dunque! Sci nuovi?!!!!?? Dormi al rifugio!!??? E se cadi? Mi telefoni appena scendi?

L’insidia

Credetti e credo la lotta con l’Alpe utile come il lavoro, nobile come un’arte, bella come una fede (Guido Rey, motto sulla tessera del CAI)

Molto mi ha dato la montagna, tutto mi ha tolto (epitaffio di Mario Puchoz, Casa delle guide di Courmayeur)

Il capriccio

L’ho già fatta: meglio, risparmio la testa. Finché salgo, salgo. Sono in cima: felicità. Finché mi va, salgo. Sono stanco: meraviglia: giro gli sci a valle, mangio prima e bevo di più. Fa troppo freddo: fantastico: giro gli sci a valle, mangio prima e bevo di più. Fa troppo caldo: entusiasmante: giro gli sci a valle, mangio prima e bevo di più. C’è troppo vento: epico: giro gli sci a valle, mangio prima e bevo di più. Sono lento: orgoglio: torno a casa dopo. Se è bello, bene. Se è brutto, meglio: sveglia un po’ dopo, ottime ragioni per non arrivare in cima, ottime ragioni per un pasto caldo più abbondante. è troppo lunga: meglio, giro gli sci quando mi va. è troppo corta: meglio, torno presto, mangio prima e bevo di più.